In gazzetta ufficiale la legge delega della riforma della giustizia civile

Il piano nazionale di resistenza e resilienza (PNNR), in un progetto in  armonia con le tendenze espresse dalla riforma del processo civile in materia di ADR, punta sulla valorizzazione della mediazione civile e commerciale, con l’intenzione di accrescere gli incentivi fiscali per il ricorso alle procedure di risoluzione alternativa della controversia, quanto alle spese giudiziali affrontate dalle parti per la mediazione,

Si valuta l’opportunità di estendere l’obbligatorietà dell’istituto della mediazione civile e commerciale come condizione di procedibilità per ulteriori ipotesi rispetto a quelle già contemplate dal D.lgs. 28-2010, in materia di contratti di associazione in partecipazione, di consorzio, di franchising, di opera, di rete, di somministrazione, di società di persone e di sub fornitura, oltre al progetto di valorizzare lo strumento della mediazione delegata, la quale rende necessaria l’attuazione della mediazione, sulla base di un provvedimento giudiziario avente la forma dell’ordinanza.

Si cerca di arricchire la funzione della mediazione non solo in termini di “alternatività” rispetto al contenzioso e, quindi, come strumento deflattivo del medesimo, ma anche come “sistema complementare” per affrontare con altri paradigmi il conflitto plurisoggettivo. Quanto alla mediazione delegata, si tenta di promuovere una collaborazione virtuosa fra ordine giudiziario, avvocatura, organismi di mediazione.

Un ulteriore intento è quello di recepire taluni orientamenti giurisprudenziali all’interno della riforma legislativa, come l’indicazione dell’onere a carico dell’opposto di attivare la mediazione in ipotesi di opposizione a decreto ingiuntivo, che determini un mutamento di rito, con il conseguente passaggio da rito sommario a rito ordinario, secondo le indicazioni date dalla Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite (sentenza n.2596-2020)

Il progetto di riforma mira a potenziare in quantità e qualità la preparazione e l’aggiornamento dei mediatori, nonché il percorso per diventare formatori in ADR, in modo che si possa creare un autonomo statuto scientifico di tale settore.

Pubblicata in G.U. la Legge Delega che prevede il potenziamento della Mediazione Civile

Sul n. 292 del 9.12.2021 della Serie generale della G.U della Repubblica Italiana è stata pubblicata la Legge Delega al Governo per l’efficientamento del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. Ora spazio ai decreti legislativi che, entro un anno, dovranno disporre il riassetto formale e sostanziale del processo civile in funzione di obiettivi di semplificazione, speditezza e razionalizzazione dell’intero sistema.

La nuova Legge Delega in tema di Mediazione civile prevede, in sintesi:

a) l’estensione del ricorso obbligatorio alla mediazione civile in materia di contratti di associazione in partecipazione, di consorzio, di franchising, di opera, di rete, di somministrazione, di società di persone e di subfornitura, prevedendo (per le nuove materie oggetto dell’estensione) una verifica, al termine di cinque anni, delle risultanze statistiche al fine di valutare la permanenza della procedura di mediazione come condizione di procedibilità;

b) In tema di riordino e semplificazione della disciplina degli incentivi fiscali:

  • l’incremento della misura dell’esenzione dall’imposta di registro;
  • la semplificazione della procedura prevista per la determinazione del credito d’imposta;
  • il riconoscimento di un credito d’imposta commisurato al compenso dell’avvocato che assiste la parte nella procedura di mediazione e l’ulteriore riconoscimento di un credito d’imposta commisurato al contributo unificato versato dalle parti nel giudizio che risulti estinto a seguito della conclusione dell’accordo di mediazione;
  • l’estensione del patrocinio a spese dello Stato alle procedure di mediazione e di negoziazione assistita;
  • la previsione di un credito d’imposta in favore degli organismi di mediazione commisurato all’indennità non esigibile dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;
  • la riforma delle spese di avvio della procedura di mediazione e delle indennità spettanti agli organismi di mediazione;
  • un monitoraggio del rispetto del limite di spesa destinato alle misure previste che, al verificarsi di eventuali scostamenti rispetto al predetto limite di spesa, preveda il corrispondente aumento del contributo unificato;

c) l’armonizzazione della normativa in materia di procedure stragiudiziali di risoluzione delle controversie previste dalla legge allo scopo di raccogliere tutte le discipline in un Testo Unico degli Strumenti Complementari alla giurisdizione (TUSC);

d) l’individuazione, in caso di mediazione obbligatoria nei procedimenti di opposizione a decreto ingiuntivo, della parte che deve presentare la domanda di mediazione, nonché la definizione delle conseguenze del decreto ingiuntivo laddove la parte obbligata non abbia soddisfatto la condizione di procedibilità;

e) il riordino delle disposizioni concernenti lo svolgimento della procedura di mediazione al fine di favorire la partecipazione personale delle parti e l’effettivo confronto sulle questioni controverse, regolando le conseguenze della mancata partecipazione;

f) la previsione della possibilità, per le parti del procedimento di mediazione, di delegare, in presenza di giustificati motivi, un proprio rappresentante sostanziale a conoscenza dei fatti e munito dei poteri necessari per la soluzione della controversia;

g) la previsione per i rappresentanti delle amministrazioni pubbliche che la conciliazione nel procedimento di mediazione ovvero in sede giudiziale non dia luogo a responsabilità contabile, salvo il caso in cui sussista dolo o colpa grave;

h) la previsione che l’amministratore del condominio sia legittimato ad attivare un procedimento di mediazione, ad aderirvi e a parteciparvi, e che successivamente l’accordo di conciliazione o la proposta del mediatore siano sottoposti all’approvazione dell’assemblea;

i) la previsione che le parti possano stabilire, al momento della nomina di una CTM (Consulenza Tecnica di Mediazione), che questa possa essere prodotta in giudizio e liberamente valutata dal giudice;

l) in tema di formazione e aggiornamento dei mediatori, l'aumento della durata dei corsi e l'implementazione dei criteri di idoneità per l’accreditamento dei formatori teorici e pratici;

m) il potenziamento dei requisiti di qualità e trasparenza del procedimento di mediazione, anche riformando i criteri indicatori di serietà ed efficienza degli enti pubblici o privati per l’abilitazione a costituire gli organismi di mediazione;

n) la riforma e la razionalizzazione dei criteri di valutazione dell’idoneità del responsabile dell’organismo di mediazione, nonché degli obblighi dello stesso e del responsabile scientifico dell’ente di formazione;

o) la valorizzazione e l’incentivazione della mediazione demandata dal giudice, in un regime di collaborazione necessaria fra gli uffici giudiziari, le università, l’avvocatura, gli organismi di mediazione, e tutti gli operatori della mediazione, prevedendo anche specifici percorsi di formazione in mediazione per i magistrati e la valorizzazione di detta formazione e dei contenziosi definiti a seguito di mediazione, o comunque mediante accordi conciliativi, al fine della valutazione della carriera dei magistrati stessi;

p) la previsione che le procedure di mediazione possano essere svolte, su accordo delle parti, con modalità telematiche e che gli incontri possano svolgersi con collegamenti da remoto.