Testo unico su ADR

Il legislatore armonizza le procedure stragiudiziali di risoluzione delle controversie, con il progetto di accorpare le discipline ADR in un testo degli strumenti complementari alla giurisdizione (TUSC), anche tenendo conto delle materie nelle quali dette procedure possono intervenire.

Probabilmente questa iniziativa verrà perfezionata al termine del monitoraggio da svolgersi sulla mediazione obbligatoria dopo l’allargamento delle materie, in cui la medesima è condizione di procedibilità, rispetto alla situazione attuale. Questo monitoraggio si sostanzierà nel mantenere ferma la disciplina della mediazione per almeno cinque anni dopo l’entrata in vigore della Riforma. Pertanto, si mira in primo luogo a un allargamento dell’elencazione dell’art. 5 D.lgs. 28-2010, ricomprendendo i seguenti settori: associazione in partecipazione, consorzio, franchising, opera, rete, somministrazione, società di persone, sub fornitura.

Si tende ad allargare l’operatività della mediazione dal lato “commerciale” come condizione di procedibilità e si sperimenta un meccanismo affine a quello successivo alla “riattivazione” dell’istituto in parola alla fine del secolo scorso dopo una prima paralisi della vigenza del d.lgs. 28-2010 per eccesso di delega. Le parti dovranno essere necessariamente assistite tramite difensore e perché si abbia l’avveramento della condizione di procedibilità occorrerà che sia certificato quantomeno l’esito negativo della mediazione al primo incontro. Un presupposto è, di conseguenza, che in qualch3e modo si “entri” in mediazione, rendendo viva la complementarietà di questa procedura, rispetto al modello giudiziario.

La riforma mira a rendere meno rigoroso il collegamento fra persona e svolgimento della mediazione, nel senso che, sussistendo una giustificazione congrua, il diretto interessato può essere sostituito da un rappresentante. Si riconosce alle parti la possibilità di produzione in giudizio della consulenza svoltasi in mediazione ai sensi dell’art. 8, comma 4, del D.lgs. n. 28/2010. Il giudice valuterà liberamente la perizia, ai fini della decisione della controversia.